La storia di Marsala

Marsala (Maissala nel dialetto locale) è un comune italiano di 82.765 abitanti[1] della provincia di Trapani in Sicilia.

È la prima città per popolazione della Provincia, la quinta della Sicilia[2]. Famosa per lo sbarco di Garibaldi e dei mille dell’11 Maggio 1860 e per la produzione dell’omonimo vino Marsala, per cui, dal 1987, è Città del Vino. Sorge sulle rovine dell’antica città punica di Lilibeo (Lilibeum in latino), dal cui nome deriva l’appellativo di lilibetani (oltre a quello di marsalesi) per i suoi abitanti. Nel suo territorio sorge il complesso paesaggistico dell’arcipelago delle Isole dello Stagnone, un’area marina interessata dalla presenza delle Saline, della pratica del Kite Surf e dell’archeologia, vista la presenza della famosa Isola di Mozia, antica città fenicia. Marsala è ben collegata al resto del mondo grazie all’Aeroporto di Trapani-Birgi, situato appunto nel territorio diBirgi, antica borgata marinara e contadina della città.

Nel 397 a.C. la colonia fenicio-punica di Mozia, fiorita 8 secoli prima di Cristo sull’isola di San Pantaleo, a poche miglia dalla costa della Sicilia sud-occidentale, fu invasa e distrutta dal tiranno di Siracusa Dionisio I.

Resti del basamento di una torre punica

I superstiti si rifugiarono sulla costa siciliana e fondarono un nuovo insediamento a cui diedero il nome di Lylibeo, ossia “la città che guarda la Lybia”, perché, appunto, Lybia veniva chiamata allora tutta la costa settentrionale dell’Africa.

La Lylibeo cartaginese passò in mano ai romani nel 241 a.C. per divenire uno dei centri più importanti della Provincia siciliana: nucleo di scambi e commerci, sede del pretore e del questore, fu arricchita di ville ed edifici pubblici, tanto da meritarsi l’appellativo di splendidissima urbs datole daCicerone, questore tra il 76 e il 75 a.C.

Resti di una necropoli ellenico-romana

Devastata dai Vandali all’inizio del V secolo d.C., fu annessa nel VI all’impero di Giustiniano e visse secoli bui, segnati dal disinteresse di Bisanzioe dalle incursioni dei pirati. L’arrivo degli arabi, nel IX secolo, segnò anche la ripresa dei traffici commerciali e l’inizio della rinascita della città, che fu ribattezzata Marsa ʿAlī “Porto di ʿAlī” ovvero “Porto Grande” (“Alì”, nome del cognato e genero del profeta Maometto, era ed è usato in arabo come sinonimo dell’aggettivo “grande”) data la grandezza dell’antico porto sito presso Punta d’Alga (meno probabile Marsa Allah, cioè “porto di Dio), donde poi il nome attuale. La crescita economica e demografica portò ad un importante sviluppo urbanistico, improntato al modello arabo.

Tuttavia esistono tuttora dei compromessi per quanto riguarda l’origine dell’attuale nome della città. Oltre alle ipotesi succitate, esiste anche una terza secondo la quale Marsala derivi da mare salis, ovvero “saline al mare” per la presenza delle saline nella costa settentrionale.

A partire dalla fine dell’XI secolo si susseguirono le dominazioni normanna, sveva, angioina e aragonese. Sotto la dominazione della casa spagnola, Marsala poté godere di un periodo di sviluppo e benessere, grazie al porto e alla coltivazione del fertile entroterra. La città visse una nuova fase di espansione e divenne una delle più importanti piazzeforti siciliane.

Ma l’interramento del grande porto di Punta d’Alga, disposta nel 1575 dall’imperatoreCarlo V per fermare le incursioni saracene, segnò la fine di questa fioritura.

Monumento donato dai Associazione Nazionale Carristi d’Italia

Da questo momento bisogna aspettare due secoli per avere un’altra svolta nella storia della città. Alla fine del Settecento, fu ancora una volta un arrivo dal mare a cambiarne le sorti: l’approdo dell’inglese John Woodhouse che “inventò” il vino marsala. Il Woodhouse, infatti, assaggiando il vino prodotto dai contadini locali, un vino “perpetuo” e caratterizzato da una naturale alta gradazione alcolica, lo ritenne di qualità eccellente. Il vino marsalese non era però adatto al trasporto: per ovviare al problema Woodhouse sperimentò con successo l’aggiunta di alcol nel vino, garantendone in questo modo la stabilizzazione. Egli ne avviò, quindi, l’esportazione annoverando in seguito, tra i suoi più illustri clienti, l’ammiraglio Nelson e la flotta britannica. Il vino così “inventato” da John Woodhouse fu quindi in grado di affrontare vittoriosamente, specialmente nella variante secca, il confronto col Madera e col Porto. Si deve ai Woodhouse l’esplosione dell’economia marsalese e la messa in opera con propri fondi di numerose opere infrastrutturali tra cui il nuovo porto di Margitello, l’attuale porto di Marsala.

Monumento ai caduti, posto sul punto ove molti marsalesi persero la vita durante i bombardamenti britanici dell’11 maggio 1943

Nella storia di Marsala vi è però anche un altro 11 maggio, un triste ricordo per la cittadinanza, quello del1943: un bombardamento britannico sul centro abitato causò numerose vittime tra i civili e sfregiò perennemente il centro storico barocco della città. Proprio per il sacrificio di numerose vite umane a Marsala è valsa la medaglia d’oro al valor civile.Proprio in questo porto avvenne un altro sbarco importante per la storia della città: quello di Giuseppe Garibaldi che, sbarcando a Marsala l’11 maggio 1860 con i suoi Mille, decise di iniziare proprio da qui l’unificazione dell’Italia.

Fonte : Wikipedia

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